— Non è innocente! — proclamò il medico che aveva esaminato le spose.
Teodora sorrise soddisfatta, guardando con aria trionfante la ragazza che aveva osato rovinare la sua vita.

Evdokia, pallida per l’umiliazione, a malapena tratteneva le lacrime.
— E chi meglio di voi dovrebbe sapere perché non sono una fanciulla?! — scagliò con rabbia all’imperatrice.
L’imperatore bizantino Teofilo morì nel 842, lasciando numerose figlie e un unico figlio maschio: Michele.
Il bambino aveva solo due anni e non poteva governare da solo il regno.
Reggente del piccolo imperatore divenne sua madre, Teodora.
Donna intelligente e risoluta, teneva saldamente il potere nelle sue mani.
Teodora aveva però una debolezza: Feoctisto, un funzionario che ella aveva avvicinato, permettendogli molte libertà.
Tra la gestione degli affari di stato e le serate tranquille con Feoctisto, Teodora aveva quasi nulla di tempo da dedicare all’educazione dei figli.
Michele III, privo dell’affetto materno, crebbe come un bambino trascurato e selvatico.
Dotato di un potere illimitato, trascorreva le giornate tra svaghi, organizzando sontuosi banchetti e gare di carri.
Nel 855 Michele III compì quindici anni.
E sebbene l’imperatore fosse già considerato un giovane piuttosto esperto, perse completamente la testa per la giovane e bella Evdokia Ingerina.
Michele trascorreva tutto il tempo accanto alla sua amata, cosa che non piaceva affatto a Teodora.
Evdokia poteva anche essere bella, ma proveniva da una famiglia che non condivideva le opinioni dell’imperatrice vedova.
Temendo che la ragazza potesse facilmente allontanare il figlio ormai cresciuto da lei, Teodora decise che era giunto il momento di far sposare Michele.
Una moglie bella e allegra lo avrebbe fatto dimenticare rapidamente di Evdokia!
L’imperatore bizantino tradizionalmente sceglieva la sposa attraverso una selezione.
Le ragazze più graziose e nobili provenivano da ogni angolo dello Stato per ricevere dalle mani del sovrano la mela d’oro, simbolo del suo favore.
Michele insistette affinché anche Evdokia Ingerina fosse tra le candidate alla selezione.
Era proprio a lei che voleva donare il frutto tanto ambito!
Tuttavia il suo desiderio si trasformò in un grande scandalo: i medici convocati da Teodora dichiararono apertamente che la fanciulla non era più innocente e che pertanto doveva essere esclusa tra le degne.
Profondamente ferito, Michele andò su tutte le furie.
Dichiarò alla madre di essere disposto a sposare chiunque, giurando segretamente di vendicare l’affronto subito: Teodora, che senza pietà gli aveva tolto la felicità, avrebbe dovuto perdere la sua.
Nel novembre del 855, pochi mesi dopo la drammatica selezione e il matrimonio di Michele con la sposa da lui odiata, Evdokia Decapolitissa, su ordine dell’imperatore fu ucciso Feoctisto.
Teodora, impazzita per la perdita, rimproverava furiosamente il figlio per aver tolto la vita a un uomo che per lei era tutto.
A corte regnava un’atmosfera cupa e pesante.
Si diffondevano voci che madre e figlio non sarebbero riusciti a convivere nello stesso palazzo.
E infatti, non riuscendo a placare Teodora, il 15 marzo 856 Michele si proclamò unico imperatore, depotenziando ufficialmente sua madre.
Tuttavia non ebbe il coraggio di alzare la mano contro di lei: Teodora fu rinchiusa in un monastero.
Assumendo il potere, Michele III si rivelò troppo giovane per gestirlo.
Seppur gli affari di Stato proseguissero senza intoppi, nella vita personale dell’imperatore tutto andava male.
Temendo un nuovo scandalo, Michele non osò abbandonare la moglie per sposare legalmente la amata Evdokia, i cui sentimenti erano ancora forti come prima.
Tuttavia, a differenza della moglie legittima, intatta nella prima notte di nozze e nelle successive, era proprio Evdokia a dovergli dare un figlio: un erede al trono della grande Bisanzio.
Non è noto con certezza chi suggerì a Michele un piano così complesso.
La decisione gli sembrò semplicemente perfetta. Michele diede Evdokia in sposa al suo più fidato collaboratore Basilio, elevato da lui dai ranghi più bassi.
Poi, credendo fermamente nella gratitudine dell’amico, lo incoronò come suo co-imperatore minore.
Non avendo figli legittimi, Michele era convinto che il trono sarebbe passato a Basilio e poi a Leone, il bambino nato da Evdokia, benché in matrimonio, non dal marito.
Michele considerava Leone suo figlio di diritto. Illegittimo, ma amato.
Il piano di Michele, basato sulla fiducia delle persone, fallì. Il 24 settembre 867 Basilio uccise il suo imperatore benefattore ed esiliò l’imperatrice, prendendo il trono.
Probabilmente fu aiutato in questo dalla rinnegata Evdokia Ingerina, abbandonata dal suo amante ventisettenne.
Dopo la morte di Michele III, Evdokia ebbe altri cinque figli, di cui almeno quattro certamente non poterono considerare il deposto imperatore come loro padre.
Basilio rimase sul trono per quasi vent’anni.
Alla fine, odiando Leone, non suo figlio biologico, sperava di liberarsene elevando al trono uno dei suoi figli legittimi, nati da Evdokia.
Tuttavia non riuscì a sbarazzarsi del bambino. Il 29 agosto 886 Basilio I morì, e salì al trono Leone, passato alla storia come Leone VI il Saggio.







