Io e mio marito stiamo insieme da quasi quarant’anni e abbiamo una piccola tradizione: una volta al mese andiamo a scoprire un nuovo locale della nostra città.
A volte è un piccolo caffè in una via tranquilla, a volte un ristorante con vista sul fiume, ma una cosa non cambia mai: ci andiamo sempre insieme.

Quel giorno scegliemmo un caffè accogliente con grandi finestre e tavoli di legno.
L’atmosfera era calda e familiare: una musica leggera in sottofondo, profumo di dolci appena sfornati e di caffè.
Seduti lì, ridevamo, ricordavamo il passato e facevamo progetti, sembrava che il mondo si fosse fermato in quell’armonia.
Ma all’improvviso la nostra attenzione fu catturata da un giovane ragazzo al tavolo accanto.
Era in giacca, davanti a lui c’era un enorme mazzo di rose rosse.
Sedeva da solo e guardava continuamente l’orologio.
Il suo sguardo era pesante, come pieno di speranza e disperazione allo stesso tempo.
Si capiva che stava aspettando qualcuno.
Di sicuro la donna amata.
Io e mio marito ci scambiammo uno sguardo. Con tristezza dissi:
— Povero ragazzo, probabilmente la sua compagna è in ritardo.
Mio marito sospirò soltanto e dopo un minuto si alzò deciso.
— Andrò a parlargli. Forse si sentirà meglio.
Io osservavo come iniziarono a parlare.
All’inizio il ragazzo taceva, poi rispose qualcosa a bassa voce.
Mio marito lo ascoltava attentamente e all’improvviso vidi i suoi occhi riempirsi di lacrime.
Tornò da me e, cercando di trattenersi, mi sussurrò:
— Andiamo via… non riesco più a guardarlo.
— Cosa è successo? Perché hai le lacrime? — chiesi confusa.
Mio marito mi guardò con una profonda tristezza e inaspettatamente mi disse ciò che aveva appena saputo da quel ragazzo.
Il mio cuore si spezzò. Povero giovane.
Forse non avrei il diritto di raccontare la storia di un’altra persona, ma credo che tutti dovrebbero sapere che nella vita accadono anche cose così 😢😢
Mio marito abbassò lo sguardo, fece un respiro profondo e infine disse:
— La sua fidanzata è morta in un incidente, mentre veniva a incontrarlo.
Da allora lui viene qui, in questo caffè, si siede sempre allo stesso tavolo e la aspetta… come se, in qualche modo, lei potesse ancora arrivare.
— La cosa più terribile è che lui si dà la colpa.
Dice: “La stavo sollecitando, mi arrabbiavo perché faceva sempre tardi, così lei correva per raggiungermi più in fretta”. Ma chi avrebbe mai potuto pensare che sarebbe successo questo…
Io rimasi paralizzata. Il cuore si strinse per quella storia. Sembrava che tutto il calore e le risate del caffè fossero svaniti nell’aria.
Davanti agli occhi non avevo altro che quel giovane, con le rose e con la tristezza che non lo abbandona.
Da quel giorno ho capito una cosa semplice: a volte ci lamentiamo per delle sciocchezze, dimentichiamo di apprezzare ogni minuto accanto alle persone amate.
E lui… lui continua soltanto ad aspettare.







